Parte prima
Con la coda fa la ruota, credendosi un pavone.
Il Tacchino, ovvero il passato irrinunciabile.

Parte seconda
Quelle selvatiche migrano in cerca dell’estate,
lei invece resta, affrontando il gelido inverno.
L’Anatra, ovvero il Futuro irraggiungibile.

Parte terza
Potrebbe provare a volare e invece
continua a correre a destra e a manca,
appresso alle galline ruspanti.
Il Gallo, ovvero il Presente inaccettabile


Elena


Tutti andiamo da qualche parte..
Ognuno di noi sta andando in qualche posto. Percorriamo tutti i giorni la strada che ci separa dalla meta, perché siamo come gli uccelli migratori; dentro di noi, senza la coscienza di saperlo, prendiamo una direzione che è sempre quella. Anche se a volte abbiamo l’impressione di tornare indietro, di ricominciare daccapo; in realtà è sempre avanti che stiamo procedendo.

Alberto

La mia è una carcerazione volontaria, la paura di volare che m’impedisce di alzarmi, vestirmi, aprire la porta e andarmene ovunque, con chiunque, senza dare mai più spiegazioni, senza dover inventare castelli di bugie.
Sono un uccello cresciuto tra le sbarre; sono io stesso la chiave e lei é la mia gabbia.

Giulio


Tutte le strade che intraprendiamo sappiamo, bene o male, dove ci porteranno. Tranne l’amore. Quello non sai mai dove ti conduce, quando lo seguiamo dobbiamo rassegnarci a non conoscerne mai i confini; né l’inizio né la fine. Non sarà mai una cosa programmata, prevedibile, definita. Non dovrai mai illuderti di poterne comprendere gli ingranaggi, dovrai sempre guardarlo come un bambino stupito e mai come un luminare di scienza.
E perché mai dovrei seguirlo se ciò non m’insegnerà nulla? Perché nella vita esistono cose ingovernabili. E spesso sono le più interessanti.