"La Sicilia" (29/12/2004)
 
Con le ali ma senza volare

di SERGIO SCIACCA

 
"Dai romanzi ci attendiamo storie straordinarie, vicende inconsuete, tipi umani insoliti. E così il romanzo diventa una fiction, finzione di quello che non c’è o è assai raro. E’ una parentesi illusoria nella nostra esistenza quotidiana. Stefania Nibbi (che da anni si è affermata nel campo della comunicazione pubblicitaria e sa bene quali siano le realtà e i sogni della ordinaria umanità)affronta in “Ali da passeggio” (Armando Siciliano editore, Messina, 2004, 154 pagg., 12 euro) proprio quello che nella letteratura è sottinteso. Il rapporto tra il quotidiano e l’avventura. Tra quello che c’è nella nostra vita e quello che vorremmo che ci fosse e che inevitabilmente non si realizza.

Il titolo del libro è un programma: le ali da passeggio sono quelle che non permettono di volare. Il tacchino, il gallo, l’anatra, sono uccelli forniti di ali, ma non volano. Non sanno farlo, non vogliono perché normalmente trovano più comodo raccogliere il becchime da terra. E noi che siamo? Siamo quelli che stazionano in superficie, cogliendo avventurette, facendo piccole fughe, accontentandoci di una esistenza grigiastra che magari viene colorata da qualche vacanza, rapido intervallo prima di ripiombare nella quotidiana indolenza. L'esaltazione dell’anima, il volo della fantasia di cui pure siamo dotati, non lo vogliamo, o lo sperimentiamo solo per breve ora.

Così il romanzo, che è incentrato sull’amore, grande occasione per il volo sentimentale, registra i sogni e più ancora le quotidiane apprensioni di personaggi distratti dal lavoro (o meglio dall’ambizione di “arrivare”), dalla superficialità degli eterni adolescenti che rinunciano a crescere. Il tutto con abile tecnica viene vissuto e non narrato, attraverso le confessioni dei protagonisti, ognuno dei quali occupa sezioni particolari del libro. Così vediamo le esperienze femminili attraverso le sensazioni di una donna (non solo quelle erotiche, che pure ci sono, ma anche attraverso le noie del fare la spesa, del badare ai bambini, del fare le visite di consuetudine, dell’intrecciare sentimenti che non trovano risposta…) o di un uomo la cui personalità viene costruita dall’autrice. Un gioco di specchi perché l’indagine della donna che regge le fila della vicenda si avverte anche quando lascia la parola ai personaggi maschili: e descrive le paure, le ansietà, le debolezze della controparte con fine scandaglio psicologico e una certa dose di ironia.

Ecco l’indecisione di un uomo in biblico: “Perché devo trascinare Elena nei vicoli senza uscita delle mie angosce esistenziali, nei deserti del mio egoismo, nelle mie tempeste emotive?…”

Questa è la pagina e dietro si indovina che è lo spunto per riflettere su mediocrità e immagini di ogni giorno che accettiamo per pigrizia, per mancanza di coraggio, perché preferiamo piegare le ali sotto le ascelle come i pennuti da cortile. Il libro si legge tutto d’un fiato perché è in presa diretta sulle personalità vere e su situazioni autentiche. Stile limpido, senza ornamenti barocchi. Figure umane rappresentate nei momenti della spontaneità. E quando il racconto finisce un incoraggiamento di regia, abilmente velato negli occhi di un uomo: “Elena, chiamandoci a gran voce correva verso di noi. I suoi piedi sfioravano l’erba, senza toccare il terreno. Volava”. Il lettore, chiudendo il libro, è pronto a seguirla nel volo dell’anima, con l’augurio che a questa opera prima altre ne seguano per indicare tracce normalmente trascurate."

 
"Look City" (Marzo 2005)
 
Intervista a Stefania Nibbi, autrice di “Ali da passeggio”
 
Qual è stata la spinta che ti ha portato a scrivere e a pubblicare un libro?

Ho sempre avuto l’abitudine di scrivere, è stato sempre il mio modo per guardare il mondo, per capirlo o per sfuggire ad esso e andare da qualche altra parte, dentro di me. Poi è successo qualcosa, di colpo mi sono stancata di guardarmi allo specchio, ho provato un desiderio fortissimo di confronto diretto con gli altri. “Ali da Passeggio” è il coraggio di condividere la propria esperienza della vita.

La copertina sembra allegra, con tutti quei pennuti, invece i protagonisti sembrano tutt’altro che giocosi...

La propria vita è una faccenda seria ma per viverla con consapevolezza bisogna anche prendersi in giro. Senza ironia non vedremmo mai i nostri difetti e ci sembrerebbero irrimediabilmente senza via d’uscita i piccoli e grandi disastri del nostro vivere quotidiano.

Quando, secondo te, non si riesce a “volare”?

Quando si scambia la parola “volo” con la parola “fuga”, quando si pensa che la vita ideale sia quella dei sogni confezionati da altri; quando non si riesce neppure una volta a guardare da fuori la propria esistenza. Quando camminiamo sempre con lo sguardo a terra in cerca di mangime, tirandoci qualche beccata l’un l’altro per il cibo e trasformandoci in galline, tacchini, oche.

Chi sono Elena, Alberto e Giulio?

Sono i tre momenti di un viaggio nel tempo compiuto dallo stesso individuo: Giulio è l’eterno bambino, quello che ha paura dei cambiamenti, che non riesce a rinunciare a niente e che ancora non si decide a partire; Alberto è il giovane esploratore, l’uomo che si chiede per quanto tempo è giusto fermarsi alle tappe importanti e per quanto invece bisogna camminare ancora; Elena ha già viaggiato abbastanza, ha capito che c’è un momento della vita in cui la valigia di cose che hai raccolto durante la strada si fa pesante da trascinare appresso da soli e quindi si vuol fermare e dividere il suo bagaglio con un compagno.

Quanto c’è di autobiografico?

I sentimenti, quelli sono miei, vissuti e tradotti in parole. Le circostanze sono solo un’invenzione per mettere i protagonisti di fronte agli spunti per riflettere.

Che riscontro hai avuto da chi lo ha letto?

Chi mi conosceva non è rimasto affatto sorpreso, chi non mi ha mai incontrata ha sorpreso me perché ha capito esattamente il mio messaggio. Ho fatto centro perché ho scritto ciò che pensavo, senza giochi di parole e fronzoli, senza la pretesa di giudicare gli altri o di fornire un manuale d’istruzioni per la vita.

Altri progetti futuri?

Un altro libro di prossima pubblicazione che sto scrivendo da diversi mesi che racconterà in tre storie diverse, di altri viaggi dentro se stessi. E poi un progetto ambizioso: la realizzazione di un film tratto da “Ali da passeggio” sul quale stiamo lavorando, anzi io ci sto già “volando”…